Menta: Solitudine

Lavora sul passato, ti apre al nuovo

Dono:  Entusiasmo – incontro con gli avi
Talento: Gratitudine
Ferita emozionale: Frustrazione-mancanza di sostegno-solitudine
Archetipo – Terra
Cosa significa la Terra per l’uomo odierno? Perché rappresenta un archetipo? Si potrebbe rispondere in maniera molto semplice che forse nulla è cambiato rispetto all’uomo primitivo; essa ancora raffigura il luogo dove si vive la propria esistenza, traendo dalla terra, animali, piante, minerali, il necessario per una sopravvivenza sempre migliore.

Oggi come allora è la Terra che ci nutre come una “Madre”. Ciò che forse è cambiato è l’atteggiamento che l’uomo moderno ha nei confronti della terra intesa come Natura, egli crede ormai di dominarla, salvo poi rendersi conto d’essere un minuscolo ed inerme granello, quando la Terra scatena le sue forze telluriche provocando terremoti, vulcanesimo e smottamenti. Per l’uomo primitivo ha sempre rappresentato un gran mistero e solo attraverso il mito, egli poteva trovare una logica a ciò che accadeva (e ancora accade) e attraverso i simboli e i riti poteva collegarsi con il mondo soprannaturale al quale sentiva d’appartenere, ma non per controllare il sovrannaturale, almeno per esserne consapevolmente partecipe.
Così, forse, l’uomo primitivo divenne sciamano, per evocare e non per subire il grande impenetrabile.

Nella Terra, negli Inferi, per cogliere il germe fecondo sono scese figure mitiche come Ulisse, Enea, Orfeo, Ercole, Dante, ognuno di loro, con sfaccettature diverse, rappresenta il simbolo dell’uomo che vuole comprendere il significato profondo che muove la propria vita e l’universo, il microcosmo e il macrocosmo. Tra i tanti miti riguardanti la Terra (che prese il nome di Gea, Gaia, Cibele, Rhea, a livello cosmogonico) forse il più bello è il mito romano di Demetra e Proserpina (similare a quello greco di Cerere e Persefone o Kore, al centro dei misteri iniziatici di Eleusi). il mito narra che Demetra, la dea simbolo della Terra coltivata, del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, insomma l’antica Grande Madre, discende nel cuore della terra, dove gli antichi collocavano gli Inferi, interpretato dalla Psicoanalisi come fondo burrascoso dell’inconscio, per ritrovare la figlia Proserpina, rapita da Ade, dio degli Inferi, e da lui tenuta prigioniera, per riportarla alla luce, perché senza di lei non c’è più vita sulla terra.

Una volta tornata, però Proserpina non potrà stare per sempre sulla Terra (Demetra), ma vivrà per 6 mesi sulla terra e per 6 mesi nell’Ade. Quindi luce e tenebre, bene e male, vita e morte si equiparano e si alternano, e Proserpina dovrà ogni anno discendere per sei mesi nelle sue viscere, dovrà tornare a morire, per rigenerarsi grazie alle forze telluriche del mondo ctonio, grazie al dio Ade che vive negli Inferi, che rappresenta il maschile, al quale Proserpina deve unirsi per poter tornare sulla terra a riportare ciclicamente la vita, così come il seme della spiga rimane sotto la zolla nei mesi invernali, per poter tornare a germogliare e dare il frutto.

L’idea è sempre la stessa: rigenerarsi attraverso il contatto con le forze della terra, morire ad una forma di vita, quando raggiunge il suo fine al termine del suo ciclo per rinascere ancora. In questo ciclo la forza che provoca la vita è la stessa che provoca la morte.

MEDITAZIONE

Senti che profumo frizzante, fresco, vivace. L’hai riconosciuto vero? È la menta.

Cresce dappertutto, mette radici in ogni luogo e difende il suo spazio vitale. È forte, sembra fragile, ma è molto forte. Ha in sé tutta la forza di espansione e di crescita.

Fermati ad ammirare la distesa verde e annusa a pieni polmoni il suo profumo e mentre fai ciò sii grato di ascoltare il messaggio che ha per te.

Fai tre profondi respiri e ascolta quello che grida a piena voce:

‘‘I miei avi sono la mia forza. Grazie a loro ho la capacità di espandermi e di rigenerarmi continuamente.
Onoro i miei avi, onoro i miei antenati e li ringrazio per avermi concesso di essere qui’’

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