Meditazione e respiro consapevole

CALMARE LA MENTE e per meditare inizia dal respiro, perchè il respiro ha profonde radici nell’essere.

La convivenza con noi stessi è la forma più difficile di convivenza

  • Quando:  il secondo mercoledì di ogni mese 9 ott – 13 nov – 11 dic – 15 gen – 12 feb -11 mar – 8 apr -13 mag
  • Orario: 20.45-23.00
  • Partecipazione: aperta a tutti
  • Inizio: ottobre 2019
  • Insegnante:  Flavia Postal

per meditare inizia dal respiro, perchè il respiro ha profonde radici nell’essere.

Se teniamo la mente separata dal cuore i pensieri pretenderanno – prepotentemente – di convincerci di qualcosa che il nostro cuore rifiuterà. Oppure lasceremo che le emozioni prendano il sopravvento trascinandoci in azioni che poi ci creano problemi. E l’anello di congiunzione tra la mente e il cuore è lì, sempre a nostra disposizione: è il corpo. Il mediatore saggio tra i due litiganti. Che non gode del dissidio ma somatizza con le tensioni

Obiettivo:  imparare tecniche di respirazione, metodi di rilassamento e di concentrazione e procedimenti di interiorizzazione per ottenere dalla vita il meglio da noi stessi in modo spontaneo e senza sforzo.

Cosa vuol dire meditare?

La parola meditare deriva dal verbo latino “mederi” che significa medicare, misurare e pensare.

La radice “med” accomuna le parole medicare e medicina.
Lo scopo primo della meditazione è quello di CURARE, ma anche misurare con la mente, riflettere, rivolgere la nostra attenzione al nostro animo.

Curare le nostre ferite emotive, curare i nostri pensieri negativi, curare le nostre abitudini inconsce, per vivere meglio, più rilassati, fiduciosi e soprattutto creativi.

Meditare significa CONVERSARE con te stesso, dedicare del tempo solo a te, prenderti cura di te.

Dialogando con te stesso, recupererai una relazione spesso sottovalutata, dimenticata, la relazione più importante: quella con il tuo sé più profondo, con la tua vera natura, quella selvaggia, quella che non si lascia condizionare dagli altri, dalle situazioni esterne.

Solo avendo un’ottima relazione con te stesso, potrai avere ottime relazioni con gli altri, realizzare i tuoi sogni, sapere che cosa fare in ogni situazione.

Tutti gli aspetti dell’essere che la mente nega nella propria individualità è destinata a ritrovarli nella propria realtà. Tutto ciò che l’essere interiore rifiuta all’interno di sè gli ricompare sempre dinnanzi, quale parte del mondo che lo circonda.

 Il fine della Meditazione è l’unione o meglio la ri-unione dell’individuo con la fonte della vita, con la Mente Universale, Tutto.

L’Io esteriore dell’essere umano è il prodotto della famiglia, dei condizionamenti, della eredità genetica, dell’ambiente, mentre il suo Sé spirituale è incontaminato e incondizionato. Il Sé individuale che è in noi è parte del Sé cosmico che tutto comprende, lì ha le sue radici. Dentro di noi. La verità può essere conosciuta attraverso una esperienza interiore, perché è dentro di noi. E in noi dobbiamo anche armonizzare la nostra parte maschile con quella femminile per ritrovare la nostra originaria unità, alla quale tutti tendiamo.

Per questo durante ogni serata dedicheremo la meditazione ad un aspetto specifico della nostra pische: cosa vogliamo cambiare del nostro carattere cosa non ci piace nel mondo che stiamo vivendo quali situazioni nel quotidiano ci danno fastidio ….

A chi è rivolto:
— a tutti coloro che si sentono “imprigionati” dai pensieri e dalle preoccupazioni;
— a chiunque senta la necessità di fare un’esperienza per ristabilire un dialogo tra la mente e le profondità del fisico;
— a chi sta cercando un metodo per esprimere liberamente le proprie energie.

A livello terapeutico la meditazione aiuta a liberarsi dall’insonnia, dall’ansia cronica, dall’irritabilità, dalle tensioni muscolari, cura il mal di testa, la mancanza di fiducia in sé stessi e i blocchi alla creatività. Ricerche mediche hanno evidenziato che la meditazione può curare certi casi di sterilità, specialmente nelle donne in età più avanzata. Il cardiologo Herbert Benson di Harvard, attribuisce questi effetti benefici a quella che chiama ‘la risposta di rilassamento’ insita nella meditazione che si contrappone agli effetti dannosi della risposta allo stress ‘lotta o fuggi’. Ma soprattutto, la meditazione rende consapevoli di quanto siamo dediti all’incessante attività mentale, insegnandoci che i pensieri possono essere semplicemente osservati, che non sono la realtà o la nostra identità, ci possiamo liberare dalla tirannia della mente. E la chiarezza e l’equilibrio mentale che ne conseguono ci accompagnano poi nelle nostre attività quotidiane. In un’epoca in cui molti di noi si giudicano da quello che fanno, da quanto guadagnano e da dove vivono, la meditazione è un modo molto pratico per prendere contatto con ciò che siamo veramente.

Per essere felici impariamo a respirare.

Quando siamo in una situazione stagnante, quando non riusciamo a cambiare qualcosa che ci sta a cuore, spesso cerchiamo di convincerci con ragionamenti mentali.

Dovremmo fare questo o quello. Oppure proviamo a fare cose diverse, spesso senza risultato. La radice della nostra stagnazione non sta nella mente ma nel corpo. Se la nostra modalità di percepire il mondo e noi stessi rimane invariata è abbastanza intuitivo che continueremo a dare le stesse risposte. E nessun ragionamento ci farà cambiare idea. Così come qualsiasi esperienza che non incida sul nostro modo di percepire le cose non ci farà cambiare idea.

Allora quello che ci è necessario è cercare come, nel corpo, alimentiamo la nostra stagnazione. A volte sono gli schemi di contrazione cronica che funzionano come freni sempre tirati. Altre volte però questa stagnazione è più sottile: è regolata dal nostro respiro e dalle sue pause.

Se teniamo controllata l’ampiezza del respiro, se lo lasciamo scorrere sempre dentro binari consueti, non avremo l’energia per il cambiamento. Avremo solo l’energia per andare avanti nei modi conosciuti con i quali abbiamo attraversato la nostra vita. E non bastano le attività aerobiche, come la corsa, il tennis, la bicicletta per ampliare il nostro respiro. Le attività aerobiche allargano la capacità respiratoria ma – per cambiare – abbiamo bisogno di allungare il respiro. Allungare il respiro è l’equivalente del sentire: più il nostro respiro è lungo e più sentiamo. E non ci sono inganni: non possiamo forzare la lunghezza del respiro con la volontà.

La lunghezza del respiro aumenta solo con la resa.

È quando ci arrendiamo che ci risolviamo ad iniziare qualcosa di nuovo.